Avrai certamente sentito parlare delle obbligazioni, probabilmente ne avrai anche già acquistate su consiglio (o spinta?) della tua banca o del tuo promotore/consulente finanziario.

L’obbligazione è senza dubbio uno strumento finanziario relativamente semplice, ma non è scontato aver compreso il suo funzionamento, per scegliere consapevolmente il miglior mix di investimenti per la tua gestione del risparmio.

In questo articolo vedremo cos’è e come funziona l’obbligazione, com’è collegata con il tema delle cedole, e in ultima analisi se (e in quali casi) può essere conveniente rispetto al tuo profilo di rischio e alle tue scelte di risparmio.

 

Che cos’è un’obbligazione

L’obbligazione è un prestito che viene concesso a un’impresa o a un ente governativo, i quali si impegnano ad onorarlo restituendo quanto ricevuto ad un determinata scadenza, maggiorato di una quota interessi. Rispetto ad un’azione, l’obbligazione è un contratto ed in quanto tale fornisce tutele giuridiche nel caso in cui le promesse non vengano mantenute.

Le obbligazioni hanno una scadenza naturale, dichiarata al momento dell’emissione, dando diritto al rimborso del valore nominale (pari a 100) e alla corresponsione periodica del tasso di interesse nominale sotto forma di cedole.

 

Come funziona un’obbligazione

Vediamo ora di capire cosa lega il prezzo di un’obbligazione ai tassi di interesse, su determinate scadenze.

Supponiamo di prestare € 99 ad Alberto, il quale si impegna a restituirli fra un anno maggiorati dell’interesse dell’1% (i.e. circa un euro). Fra un anno, Alberto dovrà quindi restituire €100.

Alberto può quindi raccogliere denaro emettendo un’obbligazione oggi al prezzo di €99 (i.e. €100 scontati dell’interesse annuale di €1). In termini tecnici, il rendimento a scadenza dell’obbligazione Alberto è pari all’1% annuo.

Supponiamo ora che la solvibilità di Alberto sia percepita come più rischiosa perché al posto di fare il suo lavoro si diverte a scrivere approfondimenti per il suo blog. Per invogliare qualcuno a prestare denaro Alberto deve ora pagare il 2% di interesse. Quanto varrà l’obbligazione Alberto oggi? € 98! Vale a dire €100 euro scontati di €2 di interessi da pagare. In termini tecnici, il rendimento a scadenza dell’obbligazione Alberto è pari al 2% annuo.

Da quanto detto sopra si può dedurre che se il tasso di interesse che un’obbligazione deve rendere aumenta, il prezzo dell’obbligazione deve scendere. Viceversa nel caso opposto.

In generale, nel momento un cui si acquista un’obbligazione il rendimento a scadenza promesso dall’emittente aumenterà se:

  • Aumentano i tassi di interesse in generale (facendo quindi scendere il prezzo delle obbligazioni)
  • Aumenta la scadenza (fra un anno posso presupporre che Alberto sia ancora in salute e in vita, fra 20 potrebbe ammalarsi o avere un incidente. Questa incertezza va remunerata!)
  • Aumenta il rischio dell’emittente (vengo a scoprire che Alberto ha una serie di carte di credito in posizione debitoria. Per prestargli denaro richiederò un rendimento a scadenza più elevato)
  • Aumentano i rischi sottostanti l’obbligazione, siano essi diretti o indiretti (es. rischio politico del Paese in cui Alberto lavora; rischio di cambio, nel caso Alberto decidesse di farsi prestare denaro in una valuta diversa dall’euro; rischio di insolvenza dei creditori di Alberto; quotazione in borsa del titolo, senza la quale sarà richiesto un premio per la bassa liquidabilità; etc…)

 

Come entrano le cedole in questo discorso?

Fin’ora abbiamo assunto che l’obbligazione Alberto rimborsi tutto a scadenza. In realtà, molte obbligazioni (specialmente se pluriennali) promettono il pagamento dell’interesse dovuto anche attraverso una cedola periodica, pagata al detentore dell’obbligazione in corso di rapporto.

La cedola può quindi essere vista come un anticipo periodico su quanto dovuto ed il prezzo dell’obbligazione deve quindi scontarne o meno la presenza.

Sviluppando l’esempio precedente, se il rendimento a scadenza deve essere del 2% annuo nel corso di 2 anni (i.e. circa 4% cumulativo), il prezzo dell’obbligazione varierà in funzione della cedola corrisposta:

Prezzo oggi Cedola % (annuale) Prezzo a scadenza (fra 2 anni) Rendimento a scadenza (annual)
96 0% 100 2%
98 1% 100 2%
100 2% 100 2%
102 3% 100 2%
104 4% 100 2%

 

Importante nota: il rendimento a scadenza delle obbligazioni è sempre lo stesso. Il prezzo odierno non fa altro che scontare la presenza o meno delle cedole. Quindi valutare un’obbligazione in base al solo fatto che sia quotata alla pari, al di sotto o al di sopra non ha molto senso…

Per chi fosse interessato ad approfondire l’argomento, valutando come il prezzo di un’obbligazione posseduta possa variare al cambiare dei tassi di interesse, posso condividere, su richiesta e gratuitamente, un utile strumento di analisi (contattami qui).

 

Quindi? Conviene investire in obbligazioni?

Come sempre, la risposta è: dipende!

Le obbligazioni (governative, bancarie, aziendali in genere) hanno per molto tempo soddisfatto l’investitore che cercava per il proprio capitale una crescita modesta e senza eccessive fluttuazioni.

In un mondo odierno in cui i tassi d’interesse hanno toccato i minimi storici bisogna essere consapevoli che i classici BTP (quindi governativi Italia) o titoli bancari a basso profilo di rischio (peraltro sempre più rari negli ultimi anni) offrono una buona garanzia di pagamento degli interessi e rimborso a scadenza ma con rendimenti molto bassi.

Al fine di evitare spiacevoli sorprese, è importante valutare attentamente se convenga investire in un’obbligazione in grado di promettere rendimenti più elevati in quanto ci saranno inevitabilmente uno o più rischi sottostanti da prendere in considerazione, più o meno diversificabili.